L’ultima cena; Gesù lava i piedi ai suoi discepoli

L’ultima cena; Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
In questi ultimi capitoli prima della crocefissione, Gesù si occupa dei suoi discepoli. Mentre nel capitolo 1-12 sono incentrati sul rifiuto di Gesù da parte della nazione giudaica ( 1:11 è venuto a casa sua e suoi non l’ hanno ricevuto; “sua” è un aggettivo che fa riferimento con ogni probabilità all’umanità in generale, mentre, “ i suoi” alla nazione ebraica. Il mondo appartiene alla Parola poiché fu creato per mezzo di lei, ma esso non l’ha riconosciuta a motivo della sua cecità spirituale. Giovanni utilizza il pronome “ i suoi “in un senso più ristretto facendo riferimento alla stipe umana di Gesù, i Giudei. Sebbene possedessero le Scritture che testimoniavano di Lui e della sua venuta, essi non lo accettarono. Gv 13:1 Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che per lui era venuta l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. (In altre parole li amò fino in fondo, di un amore perfetto. Nella sua compassione e secondo la” grazia comune” Dio ama il mondo e i peccatori; ma ama i suoi di un amore perfetto, salvifico ed eterno. (Gv 3:16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna.)13:2 Durante la cena quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,(questa frase non esonera Giuda dalle sue responsabilità , poiché il suo cuore malvagio desiderava esattamente ciò che anche il diavolo desiderava : la morte di Gesù. Il diavolo e Giuda agirono in sinergia). 3. Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto a Dio e a Dio se ne tornava,( Egli sopportò il tradimento, l’agonia, e la morte perché sapeva che sarebbe poi stato esaltato ed elevato alla presenza del Padre, dove avrebbe di nuovo gustato la gloria e la comunione che erano state sue da ogni eternità in seno alla Trinità. Fu questa la gioia che gli era posta dinanzi e che gli permise di sopportare la croce.( Eb12:2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio ); Gv13:4. si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. 5. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. ( Lavarsi i piedi era necessario in quella regione tanto polverosa e sporca. Se da un lato i discepoli sarebbero stati contenti di lavare i piedi di Gesù, non avrebbero però accettato di lavare i piedi l’uno dell’altro, poiché, nella società del tempo, questo servizio era riservato alla servitù più umile. Analogamente non si sarebbero lavati i piedi a vicenda, se non raramente e come segno di profondo amore. In Luca al capitolo 22:24 ( Fra di loro nacque anche una contesa chi di essi fosse considerato più grande). Quando Gesù incominciò a lavare i loro piedi, essi furono sconvolti, Il suo gesto voleva essere simbolo di purificazione e modello di umiltà cristiana. Gesù mostro in questo modo quale doveva essere il servizio cristiano, che avrebbe poi visto la sua espressione più sublime nella sua morte sulla croce. 6. Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse:” Tu Signore lavare i piedi a me”? 7. Gesù gli rispose:” Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo”.8. Pietro gli disse” Non mi laverai mai i piedi”! Gesù gli rispose :“Se non ti lavo non avrai parte alcuna con me”.9. E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma le mani e il capo. 10. Gesù gli disse:” chi è lavato tutto non ha bisogno che di aver lavato i piedi; è tutto quanto puro; e voi siete puri ma non tutti”. Mentre tutti gli’ altri restano in silenzio, ( Matteo 16:13-23 Pietro riconosce in Gesù il Cristo: 16:13 Poi Gesù, giunto nei d’intorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “ Chi dice la gente che il Figlio dell’uomo? 14. Essi rispero: ”Alcuni, il Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”.15. Ed egli disse loro:” E voi chi dite che io sia ?” 16.Simon Pietro rispose :”Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. 17.Gesù, replicando, gli disse :”Tu sei il beato, Simon, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. 18. E anch’io ti dico : tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. 19. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli”.20. Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era Gesù il Cristo. 21. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani , dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. 22. Pietro trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo:” Dio non voglia”, Signore! Questo non ti avverrà mai”.23. Ma, egli, voltatosi, disse Pietro:” vattene via da me, Satana! Tu mi sei da scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. Pietro, forse a nome loro espresse la propria indignazione difronte all’abbassamento di Gesù. Egli non riusciva a vedere al di là del gesto servile in sé la purificazione spirituale . La risosta di Gesù mostrò chiaramente quale fosse la ragione delle sue azioni : se l’Agnello di Dio non purifica l’uomo dal suo peccato, questi non può avere nessuna comunicazione con il Signore. La purificazione che Cristo compie nel momento della salvezza non ha bisogno di essere ripetuta: l’espiazione è completa. Ma tutti coloro sono stati purificati in virtù della misericordiosa giustificazione divina hanno bisogno di un costante lavacro nella vita di tutti giorni mentre combattono il peccato che dimora nella carne. I credenti sono giustificati ed è loro imputata la giustizia di Cristo (Fl 3:8-9 Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa è un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato tutto; io considerato queste cose come tanta spazzatura prima di guadagnare Cristo (Fl 3:9) e di essere trovati in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basato sulla fede) Gv 13:11 Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete puri”( fa riferimento a Giuda, che presto avrebbe guidato i capi religiosi alla cattura di Gesù 18:3) 12. Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro:” Capite quello che ho fatto”? 13. Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. 14.Se dunque io che sono il Signore e Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15. Infatti vi ho dato un esempio, affinchè anche voi facciate come vi ho fatto io. (Il fine di Gesù era fissare il modello dell’umiltà cristiana.) 16. In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, ne il messaggero è maggiore di colui che l’ha mandato. 17.Se sapete queste cose, siete beati se le fate.( la gioia è sempre legata all’ubbidienza alla Parola rilevata di Dio. Gv 15:Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi ho comandato.
Note ricavate dal commentario
di John Mac Arthur.

La pasqua ebraica-istruzioni della Pasqua Es 12:1-28

La pasqua ebraica-istruzioni della Pasqua Es 12:1-28
Probabilmente le istruzioni per la pasqua vennero date durante i tre giorni di oscurità per preparare perfettamente il popolo al gran finale, l’esodo dall’Egitto. Es 12:1 Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne nel paese d’Egitto dicendo: ( 2 ) “Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il primo dei mesi dell’anno. ( il mese di Abib ( Marzo/Aprile) per decreto divino diventò il primo mese del calendario religioso, segnando la nascita della nazione d’Israele. Più tardi, dopo la cattività babilonese , Abib sarebbe diventato Nisan.) (3) Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite:” Il decimo giorno di questo mese, ognuno prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa; (Le particolareggiate istruzioni comprendevano la scelta dell’animale, il momento della morte, l’utilizzo del sangue, il metodo di cottura, la fine dei resti, l’ abbigliamento per il pasto, il motivo per cui si doveva celebrare in fretta e il significato del sangue sparso.) (4) se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune con il vicino più prossimo, tenendo conto del numero di persone. Voi conterete ogni persona secondo quello che può mangiare dell’agnello. (5) Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto. (La scelta alternativa era un capretto. Ogni difetto gli avrebbe impedito di rappresentare un sacrificio puro e immacolato da offrire a Yahwe.) (6) Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la comunità d’Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto. ( Lett. “ fra le due sere”. Poiché il nuovo giorno iniziava al tramonto, il sacrificio dell’agnello o del capretto doveva avvenire prima del calar del sole , quand’era ancora il quattordicesimo giorno del primo mese. L’espressione potrebbe quindi indicare il periodo fra il calar del sole e l’oscurità completa oppure fra il calar del sole e il tramonto. Più tardi Mosè avrebbe chiarito che il momento del sacrificio doveva essere” la sera al tramontar del sole”( De 16:6). (7) Poi si prenda del sangue dell’agnello e lo si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà. (8) Se ne mangi la carne in quella notte; la si mangi arrostita al fuoco, con pane azzimo e con erbe amare. (9) Non mangiatelo poco cotto o lessato nell’acqua, ma sia arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le interiora. ( Un divieto per motivi igienici, che distingueva Israele dai popoli pagani i quali mangiavano spesso carne cruda durante i loro riti idolatrici (10) mangiatelo in questa maniera: con i vostri fianchi cinti, con i vostri calzari ai piedi e con il vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua del Signore. (12) Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini che deli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. Io sono il Signore. ( la decima piaga era un giudizio contro tutte le divinità egiziane. La perdita dei primogeniti degli uomini e degli animali aveva ampie ripercussioni teologiche, ad es. rivelare l’importanza delle divinità pagane ( molte delle quali erano rappresentate da animali) proteggere i loro devoti da queste tragedie nazionali. “ Il grande lamento poteva essere anche rivolto verso l’incapacità dei loro dèi della nazione.) ( 13) Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete ; quand’io vedrò il sangue passerò oltre , e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto. (14) Quel giorno sarà per voi un giorno di commemorazione , e lo celebrerete come un festa in onore del Signore; lo celebrerete di età in età come una legge perenne. (la precisazione di mangiare pane azzimo per sette giorni , richiedeva un’accurata eliminazione del lievito da ogni parte della casa e la proibizione assoluta di mangiare pane lievitato, pena l’allontanamento dal paese. Inoltre, il periodo dei sette giorni era compreso fra i due giorni festivi speciali. Tutto ciò per dimostrare alla nazione quanto fosse importante la commemorazione di quest’ evento. (15) Per sette giorni pani azzimi. Fin dal primo giorno toglierete ogni lievito dalle vostre case; perché, chiunque mangerà pane lievitato , dal primo giorno fino al settimo, sarà tolto via da Israele.(16) Il primo giorno avrete una riunione sacra, e un’altra il settimo giorno. Non si faccia nessun lavoro in quei giorni; si prepari soltanto quello che è necessario a ciascuno per mangiare, e non altro. (17) Osservate dunque la festa degli Azzimi ;perché in quello stesso giorno avrò fatto uscire le vostre schiere dal paese d’Egitto; osservate dunque quel giorno di età in età, come un’istituzione perenne. ( 18) Mangiate pani azzimi dalla sera del quattordicesimo giorno del mese fino alla sera del ventunesimo giorno . (19) Per sette giorni non si trovi lievito nelle vostre case, perché chiunque mangerà qualcosa di lievitato sarà eliminato dalla comunità d’Israele, sia egli straniero o nativo del paese .( 20) Non mangerete nulla di lievitato; dunque abiterete, mangerete pani azzimi! (21) Mosè dunque chiamò tutti gli anziani d’Israele e disse loro:” Andate a procurarvi degli agnelli per le vostre famiglie e immolate la Pasqua. (22) Poi prendete un mazzetto d’isoppo , intingetelo nel sangue che sarà nel catino e con quel sangue spruzzate l’architrave e i due stipiti delle porte. Nessuno di voi varchi la porta di casa sua fino al mattino. (23) Infatti il Signore passerà per colpire gli Egiziani; e, quando vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti, allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nelle vostre case per colpirvi. (24) Osservate dunque questo come un istituzione perenne per voi e per i vostri figli.( 25) Quando entrerete nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso , osservate questo rito. (Ancora una volta veniva ribadita che il popolo sarebbe entrato nel paese .Israele non doveva pensare all’esodo unicamente come partenza dall’Egitto, ma piuttosto come un inizio di viaggio che l’avrebbe condotto in un’altra terra della quale avrebbe preso possesso, secondo le clausole del patto divino concluso con Abramo per i suoi discendenti attraverso la linea genealogica di Isacco e Giacobbe.(cfr Ge 17: 7-8) (26) Quando i vostri figli vi diranno:” Che significa per voi questo rito ?” (27) risponderete : “ Questo è il sacrificio della Pasqua in onore del Signore ,il quale passò oltre le case dei figli d’Israele in Egitto, quando colpì gli egiziani e salvò le nostre case”. Il popolo s’inchino ed adorò ( Durante la commemorazione della Pasqua i genitori dovevano insegnare ai figli il significato di tale celebrazione) .( 28) Poi i figli d’Israele andarono e fecero così; fecero come il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne.