La vita cristiana. Romani 12:9-21

9 L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. 10 Quanto all’amore  fraterno, siate pieni d’affetto gli uni per gli altri Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. 11 quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; 12 siate allegri nella speranza, pazienti nell’afflizione, perseveranti nella preghiera;13 provvedete alle necessità dei santi, esercitate con premura l’ospitalità.14 Benedite quelli che vi perseguitano; Benedite e non maledite.15 Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.16 Abbiate fra voi un medesimo sentimento; non abbiate l’animo alle cose alte, ma lasciatevi attirare dalle umili. Non vi stimate savi da voi stessi. 17 Non rendete ad alcuno male per male. Applicatevi alle cose che sono oneste, nel cospetto di tutti gli uomini. 18 Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.19 Non fate le vostre vendette, ai miei cari,  ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore.20 Anzi, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo.              21 Non esser vinto dal male, ma vinci il male col bene.

Intanto diciamo che l’autore della lettera ai Romani è l’apostolo Paolo; il periodo risale al 58-59 d.C. Dopo aver predicato in Turchia ed in Grecia egli aveva il progetto di visitare Roma durante il viaggio che voleva intraprendere per la Spagna e che si sarebbe svolto subito dopo aver consegnato un’offerta ai cristiani poveri di Gerusalemme. Paolo indirizzandosi ai propri connazionali, manifestando apertamente il suo amore nei loro confronti; e ancora spiega come loro facciano parte del meraviglioso progetto di Dio (9:1 Dico la verità in Cristo, non mento -poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo) che abbraccia ed unisce Giudei e Gentilii in un unica chiesa . Entrambi i gruppi possono lodare Dio per la sua saggezza ed il Suo amore.( 11:13-36)

Quasi tutti abbiamo imparato ad amare e lo facciamo fingendo, sappiamo che dobbiamo parlare con gentilezza, evitare di offendere e sembrare ben disposti nei confronti degli altri; e possiamo arrivare fino al punto di essere convinti  di  amare gli altri: nel senso che ci sentiamo pieni di compassione quando veniamo a conoscenza di un bisogno altrui o ci indigniamo nel vedere qualche ingiustizia. Dio ci parla del vero amore, quello che non ha correlazione con il comportamenti superficiali e le emozioni. Fare qualcosa per le persone che amiamo, in modo da aiutarli e migliorarli. Singolarmente non possiamo avere la capacità e le risorse per amare una comunità al fine di aiutarli a crescere e migliorarsi, ma la chiesa, cioè il corpo di Cristo può farlo. Leggendo Efesini 2:10 dice : è Dio stesso che ci ha creati, che ci ha dato una nuova vita in Gesù Cristo per farci compiere quelle buone opere che aveva già preparato per noi.

Si può onorare il ricco, il potente, i nostro capo … perché attraverso loro si possono ottenere dei benefici a nostro favore; oppure noi cristiani onoriamo gli altri credenti disinteressatamente, perché sono nostri fratelli e sorelle in Cristo e noi siamo grati a Dio per questo. Ospitalità non è la casa pulita, pietanze squisite  ed abbondanti, i padroni di  casa tranquilli e rilassati e senza problemi. l’ospitalità cristiana può avvenire in una casa disordinata, povera, intorno ad una minestrina, ad un padrone di casa stanco, troppo occupato per poter ricevere ospiti. La grazia di Dio è un favore non meritato e quando avrai sperimentato la grazia di Dio allora  vorrai condividerla con altri . Se ami gli altri come Dio ama noi allora sarai pronto a perdonare. Se dai da bere ad un tuo nemico non vuole significare che tu approvi i suoi errori e lo amerai malgrado i suoi errori, come Cristo ha amato noi; ricordiamo che Cristo  ci ha amato ha pagato, riscattato per noi  i nostri peccati sulla croce.

questo per dire che non c’è opera o servizio che possiamo fare per guadagnare la salvezza, è volontà di Dio che la salvezza ricevuta sia l’inizio e lo stimolo verso quelle opere di servizio che sono nel Suo piano per ciascuno di noi. In Efesini 4:12 Dio ha dato alla chiesa la grande responsabilità di fare discepoli. Ciò comprende la predicazione ,l’insegnamento, le guarigioni, la cura, l’edificazione….Dio ci ha chiamato come membra del Suo corpo e come tali, è possibile realizzare più di quanto possiamo immaginare. Unità nella chiesa perché noi siamo uno in Cristo.

Bibliografia:

Vita Pratica

La sacra bibbia, commentario di John Mc Arthur