Gesù racconta la parabola della vedova persistente

Luca 18 

Un giorno, Gesù, raccontò ai discepoli una storia per insegnar loro che bisogna pregare sempre, senza stancarsi. “In una certa città viveva un giudice, un uomo che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno. Nella stessa città c’era anche una vedova che si recava spesso dal giudice per chiedergli: ” Fammi giustizia contro il mio avversario“. Per qualche tempo il giudice non volle fare niente, ma alla fine pensò: “Non temo Dio e neppure gli uomini, ma questa vedova mi sta proprio seccando! Vedrò che le sia fatta giustizia, così finalmente non verrà più a disturbarmi”! Poi il Signore aggiunse: ” Ascoltate ciò che dice quel giudice ingiusto. Se fa così lui , volete che Dio non faccia giustizia a quelli che Egli ha scelto, che lo implorano giorno e notte? Tarderà da aiutarvi?Vi assicuro, invece, che egli farà giustizia presto. Tuttavia quando il Figlio dell’uomo tornerà, quanti ne troverà che hanno ancora fede?

 

Ripetere le nostre preghiere finchè non giunge la risposta non significa ripetizione meccanica e penosa di preghiera schematizzata. Pregare con costanza significa presentare con perseveranza le nostre richieste a Dio, giorno dopo giorno, credendo che Egli risponderà. Quando viviamo per fede non dobbiamo arrenderci. Forse Dio tarderà ne darci una risposta, ma certo lo farà per delle buoni ragioni e non dobbiamo pensare che ci sta trascurando . Man mano che perseveriamo nella preghiera, maturiamo nel carattere,nella fede e nella speranza.

Quest’uomo era totalmente malvagio, il Signore lo definì” ingiusto”. In questo caso il giudice non rappresenta Dio ma un suo nemico, se un uomo così ingiusto era in grado di accogliere le persistenti suppliche della donna, non avrebbe fatto Dio la stessa cosa e molto di più, Lui che non è solo giusto ma è altresì amorevole e misericordioso?

Quando il Signore tornerà, vera fede sarà quasi scomparsa, come ai giorni di Noè, quando solo otto anime furono salvate. Il periodo che precederà il suo ritorno sarà segnato dalla persecuzione, dall’apostasia e dall’incredulità (Mt 24:9-13,24)

Bibliografia ; Vita pratica attraverso il Nuovo Testamento; La Sacra Bibbia, note e commenti di John MacArthur

 

 

L’amore

L’amore, facile a pronunciarsi ma difficile a darene il giusto peso; chi ama? chi deve essere amato e in che misura. Nella vita dell’ uomo quanti veramente hanno amato. Forse l’uso incondizionato della parola lo ha sgravato della responsabilità che egli nella sua vera grandezza alla sua origine ne era possessore. Amore: dare la vita, soffrire, sacrificarsi, rinunciare a tutto perché la persona amate fosse felice. Oggi il nostro egoismo arriva e mantiene il primo posto davanti a tutto, ma poi a quale prezzo…sappiamo realmente ancora amare, sappiamo ancora riconoscere i veri valori dell’amore o è meglio perdere tutto e poi il tempo cancella tutto come l’onda del mare sulla riva,porta via tutto; ma questo non è vero dentro di noi nulla si cancella, anzi rispecchia sui nostri volti. Allora fermarsi e ricominciare ad imparare, dagli errori; ridando il giusto potere e autorità alle parole, alle azioni, ai sentimenti e se necessario fare anche un passo indietro per guadagnarne due avanti in un seondo momento,cioè cadere, rialzarsi per poi imparare a camminare e poi a corere. Sbagliare non è sinonimo di sconfitta, fallimento, ma crescita. Gesù crocefisso per noi, e qui la parola« AMORE» in questo gesto ce altruismo. Con questo amore libera l’uomo dal peso del suo peccato, lo rende libero.

 

La vita cristiana. Romani 12:9-21

9 L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. 10 Quanto all’amore  fraterno, siate pieni d’affetto gli uni per gli altri Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. 11 quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; 12 siate allegri nella speranza, pazienti nell’afflizione, perseveranti nella preghiera;13 provvedete alle necessità dei santi, esercitate con premura l’ospitalità.14 Benedite quelli che vi perseguitano; Benedite e non maledite.15 Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.16 Abbiate fra voi un medesimo sentimento; non abbiate l’animo alle cose alte, ma lasciatevi attirare dalle umili. Non vi stimate savi da voi stessi. 17 Non rendete ad alcuno male per male. Applicatevi alle cose che sono oneste, nel cospetto di tutti gli uomini. 18 Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.19 Non fate le vostre vendette, ai miei cari,  ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore.20 Anzi, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo.              21 Non esser vinto dal male, ma vinci il male col bene.

Intanto diciamo che l’autore della lettera ai Romani è l’apostolo Paolo; il periodo risale al 58-59 d.C. Dopo aver predicato in Turchia ed in Grecia egli aveva il progetto di visitare Roma durante il viaggio che voleva intraprendere per la Spagna e che si sarebbe svolto subito dopo aver consegnato un’offerta ai cristiani poveri di Gerusalemme. Paolo indirizzandosi ai propri connazionali, manifestando apertamente il suo amore nei loro confronti; e ancora spiega come loro facciano parte del meraviglioso progetto di Dio (9:1 Dico la verità in Cristo, non mento -poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo) che abbraccia ed unisce Giudei e Gentilii in un unica chiesa . Entrambi i gruppi possono lodare Dio per la sua saggezza ed il Suo amore.( 11:13-36)

Quasi tutti abbiamo imparato ad amare e lo facciamo fingendo, sappiamo che dobbiamo parlare con gentilezza, evitare di offendere e sembrare ben disposti nei confronti degli altri; e possiamo arrivare fino al punto di essere convinti  di  amare gli altri: nel senso che ci sentiamo pieni di compassione quando veniamo a conoscenza di un bisogno altrui o ci indigniamo nel vedere qualche ingiustizia. Dio ci parla del vero amore, quello che non ha correlazione con il comportamenti superficiali e le emozioni. Fare qualcosa per le persone che amiamo, in modo da aiutarli e migliorarli. Singolarmente non possiamo avere la capacità e le risorse per amare una comunità al fine di aiutarli a crescere e migliorarsi, ma la chiesa, cioè il corpo di Cristo può farlo. Leggendo Efesini 2:10 dice : è Dio stesso che ci ha creati, che ci ha dato una nuova vita in Gesù Cristo per farci compiere quelle buone opere che aveva già preparato per noi.

Si può onorare il ricco, il potente, i nostro capo … perché attraverso loro si possono ottenere dei benefici a nostro favore; oppure noi cristiani onoriamo gli altri credenti disinteressatamente, perché sono nostri fratelli e sorelle in Cristo e noi siamo grati a Dio per questo. Ospitalità non è la casa pulita, pietanze squisite  ed abbondanti, i padroni di  casa tranquilli e rilassati e senza problemi. l’ospitalità cristiana può avvenire in una casa disordinata, povera, intorno ad una minestrina, ad un padrone di casa stanco, troppo occupato per poter ricevere ospiti. La grazia di Dio è un favore non meritato e quando avrai sperimentato la grazia di Dio allora  vorrai condividerla con altri . Se ami gli altri come Dio ama noi allora sarai pronto a perdonare. Se dai da bere ad un tuo nemico non vuole significare che tu approvi i suoi errori e lo amerai malgrado i suoi errori, come Cristo ha amato noi; ricordiamo che Cristo  ci ha amato ha pagato, riscattato per noi  i nostri peccati sulla croce.

questo per dire che non c’è opera o servizio che possiamo fare per guadagnare la salvezza, è volontà di Dio che la salvezza ricevuta sia l’inizio e lo stimolo verso quelle opere di servizio che sono nel Suo piano per ciascuno di noi. In Efesini 4:12 Dio ha dato alla chiesa la grande responsabilità di fare discepoli. Ciò comprende la predicazione ,l’insegnamento, le guarigioni, la cura, l’edificazione….Dio ci ha chiamato come membra del Suo corpo e come tali, è possibile realizzare più di quanto possiamo immaginare. Unità nella chiesa perché noi siamo uno in Cristo.

Bibliografia:

Vita Pratica

La sacra bibbia, commentario di John Mc Arthur 

“Il Natale”

Quando si parla del Natale si identifica la festività nella nascita di “Gesù”; che verrà poi chiamato l’Emmanuele, che nella sua interpetrazione significa” Dio con noi “. Yeshua dall’ebraico significa” il signore della slavezza”. Christos significa ” l’unto” ed è l’esatto equivalente della parola ebraica per “Messia”. Il figlio di Dio, la “Parola” eterna di Dio, si è fatta carne ed ha portato a compimento il suo ministero, affinchè coloro che credono in Lui siano salvati. Giovanni prese in prestito l’uso del termine ” Parola” non solo dal lessico veterotestamentario, ma anche dalla filosofia greca, in cui il termine era sostazialmente impersonale e identificativa il principio razzionale della “mente” o perfino della “sapienza divina”. La Parola era la potente espressione di Dio nella creazione. La Parola rinunciò volontariamente alla sua posizione celeste prendendo la forma di uomo, rimanendo ubbidiente fino alla morte sulla croce. In Filippesi 2:6-8 dice: il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, diventando simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte. L’evangelista Luca, ci da un resoconto dettagliato della nascita di Gesù. Luca era medico ed accurato ricercatore, quindi si parla di una persona colta.La giovane Maria di Nazaret ebbe il singolare privilegio di essere scelta affinchè lei concepisse il figlio di Dio; fidanzata con Giuseppe, fallegname , discendente  re di Davide. Maria ricevette la visita dell’angelo Gabriele che le annunciò che avrebbe concepito attraverso lo Spirito Santo e partorendo un figlio maschio che avrebbe chiamato Gesù; in Luca 1:32 ” Egli sarà grande:sarà chiamato  figlio dell’Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono del suo antenato Davide. E ancora in Luca 1:35 L’angelo le rispose: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra , perciò il bambino che nascerà sarà chiamato: Figlio di Dio”; ma ancora le dice nel versetto 1:36 “Non è tutto , ecco sei mesi fa tua cugina Elisabetta, che chiamavano << la sterile>>, è rimasta incinta nonostante l’età, (37) perchè nulla è impossibile a Dio. Luca è l’unico tra i quattro evangelisti a dare un nesso fra gli eventi che egli riporta e gli avvenimenti storici. La Palestina in quel periodo era sotto il governo dell’impero romano; era al potere Cesare Augusto, primo imperatore romano. In precedenza i territori giudaici erano esclusi dal censimento perchè proprio i Giudei erano esenti dal prestare il servizio militare nell’esercito romano e il censimento mirava principalmente all’arruolamento dei giovani al servizio militare. Questo nuovo censimento universale  avevo lo scopo di enumerare ogni famiglia e tribù ed è per questo che Giuseppe,  Giudeo,  dovette tornare alla sua tribù d’origine, proprio per registrarsi. Sia Giuseppe che Maria erano entrambi discendenti di Davide e quindi si recarono a Betlemme ( città natale di Davide). Con la nascita di Gesù a Betlemme si saebbe adempiuta la profezia riportata in Michea 5:2. Maria che doveva andare con lui, avrebbe dovuto partorire da un momento all’altro, e quando giunsero a Betlemme, non riuisirono a trovare neanche un posto dove alloggiare. Quando si fa la volontà di Dio non ci viene garantita una vita confortevole,ma è sicuro che i disagi a quali dobbiamo far fronte hanno un loro significato nei piani/o di Dio. Dio controlla l’evolversi degli avvenimenti storici:

  • Gesù naque nella città profetizzata in Mic.5:1;
  • Giuseppe e Maria discndenti di Davide ( in quanto doveva avere una discendenza regale) Is11:1; Ger.33:15; Ez. 37:24; Os. 3:5;

Luca 2:6-7 “Mentre erano là si compì per lei il tempo del parto; diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia perchè non c’era posto per loro nell’albergo.” Le mangiatoie del tempo erano delle caverne con un trugolo scavato nelle pareti di roccia. I d’intorni erano bui e sporchi, luogo inaspettato per i Giudei dove potesse nascere il Re Messia.Gesù viene per risanare i nostri peccati.

Luca 2:8-11 ” In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardi al loro gregge. E ecco un angelo si presentò a loro e la gloria del Signore risplendè intorno a loro, e furono presi da gran timore. L’angelo disse loro:<< non temete, perchè io vi porto la buona notizia di una grande gioiache tutto il popolo avrà: ” Oggi nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.  

Gesù è venuto perchè vuole insegnarci ad amare, per mostrarci quanto è grande l’amore del padre nei confronti dell’umanità. Per dirci che la cattiveria, il rancore, l’odio non portano frutti all’uomo; uomo come genere umano. Dio ci fa un grande dono nel mandarci Suo Figlio. Nasce il Re, il Messia tanto atteso, l’annuncio viene fatto dall’angelo a dei semplici pastori. Egli viene per coloro che hanno un cuore sufficentemente umile da poterlo ricevere. Non devi pensare di meritarlo, incomincia a riconoscerlo e ti accorgi che Gesù bussa al tuo cuore e non aspetta neanche che tu rispoda perchè egli è già entrato. Lui conosce i nostri cuori e noi facciamo parte del progetto di Dio. Il giusto termine è strumento, uno strumento viene usato ai fini di un’opera. Anch’io in questo momento che srivo sono usato da Dio perchè ti faccio leggere la sua “Parola”. Quale cosa più bella è quella di essere usati come strumento. Mi usa nel percorso del mio lavoro in ospedale, nella malattia delle persone ricoverate. Apri il tuo cuore fai nascere Gesù nel tuo cuore, accettando Gesù nel tuo cuore anche tu nasci in una vita nuova, Gloria a Dio, per ogni uomo che accetta Dio; gli angeli fanno festa nel cielo. Se hai letto quello che ho scitto,spero di aver stimolato in te una riflessione, e pensa che tenere Gesù nel proprio cuore è gioia e la vita ha un grande sapore in più.

La benedizione del Signore ci accompagni in ogni momento della vita.

Testi consultati:La vita pratica attraverso il Nuovo testamento e la Sacra bibbia con note e commenti di Joh MacArthur (Nuova riveduta 2006)

 

 

 

 

 

 

 

Escursione nella gheisa della tana nel paese di Angrogna.

La Gheisa della tana o semplicemente ” la tana“, in realtà altro non è che una grotta con una fessura d’ingresso molto stretta; talmente stretta che per entrarci bisogna farlo chinati ed in retromarcia.
Questo luogo veniva usato dai valdesi per celebrare il loro culto, in piena clandestinità.
Ecco, mi fa star male l’idea, che bisognava praticare, credere nella propria fede cristiana in clandestinità, pena era la morte.
Questo è quello che capitò ai fedeli cristiani valdesi di questo posto, che scoperti andarono incontro alla morte.
Ora, mentre entri nella grotta si ha la brutta sensazione di stretto, ma una volta dentro passa.
Buio pesto l’occhio si abitua in fretta, ma una luce spettacolare che da una fessura posta dall’alto irraggia l’interno della grotta.
Pensare, che la fede in una persona è così grande al punto tale di andare incontro anche l’estremo pericolo, che è la morte.
Ancora oggi esistono nel mondo dei cristiani perseguitati e uccisi.
Io prego il Signore affinchè questo abbia fine, Dio non vuole tutto questo.
Mi chiedo perchè, mi chiedo se il valore di una vita umana esiste ancora.
Il valore di una vita umana è inestimabile; “inestimabile” significa che non ha prezzo che è così preziosa che solo perdene una è un gran dolore.
La fede: non la tocchi con le mani, non la vedi, non la senti con le orecchie, te la raccontano (ma non è probabilmente per questo che puoi capirla).
Dio ci dona suo figlio, per salvare noi, noi peccatori; Gesù ci lava i peccati con il suo sangue.
Egli vince, trionfa sulla morte, risuscita e siede alla destra del Padre.
Ma quale cosa più grande può esistere, volevo con questo cercare in voi la riflessione e provare a capire la fede della quale erano così colmi e trbbocanti,quelle persone, al punto di donare la loro vita una volta scooperti; donare la vita per lodare Dio, lodare Dio… non la maccina nuova, non la villa con giardino e piscina , ma ringraziare Dio per quello che Egli gli aveva dato cioè la salvezza, la vita etena.

La torre di Babel Genesi 10:11

Tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole.Dirigendosi verso l’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Scinear e là si stazionarono. Si dissero l’un l’altro: ” Venite, facciamo dei mattoni cotti con il fuoco! “Essi adoperarono mattoni anzichè  pietre, e bitume invece di calce. Poi dissero: “venite costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinchè non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra”. Il Signore discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini costruivano. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo hanno tutti una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine cio che intendono fare. Scendiamo dunque e confondiamo il loro linguaggio, perchè l’uno non capisca la lingua dell’altro!” Così il Signore li disperse di là su tutta la faccia della terra ed essi cessarono di costruire la città. Perciò a questo fu dato il nome di Babel, perchè là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e là li disperse su tutta la faccia della terra.

L’uomo era l’unica creatura con la quale Dio potesse dialogare; sempre nella Genesi , nella creazione al capitolo 1 versetto 28, Dio benedice l’uomo, li creò maschio e femmina, disse loro siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e gli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra.

Dio divise la razza umana diversificando l’uso della lingua, affichè non si capissero; poichè il culto apostata a Babele dimostrava che l’uomo si era orgogliosamente rivoltato contro di Lui. Questo momento è successivo al diluvio universale; qui un gruppo con a capo il potente Nimrod, di fermarsi e di edificare una città, ma essendo pianura le pietre scarseggiavano, così hanno dovuto fabbricarsi dei mattoni, città fabbricata come monumento al proprio orgoglio e alla propria reputazione. La città di per sè faceva anche parte del piano, fu l’orgoglio che indusse questi uomini a sfidare Dio. Essi rifiutavano di proseguire, ovvero di riempire la terra moltplicandosi, come gli era stato ordinato. E questo fu da parte di Nimrod e della sua gente un disubbidire a quello che era stato il comandamento, cioè il piano di Dio. Nel disubbidire cercarono di appropriarsi della Gloria di Dio. Volevano che la torre fosse un monumento alle loro capacità ed esaltasse la loro fama . Erano così uniti che sarebbero riusciti a fare tutto ciò che era nei loro desideri. Invece Dio li piegò in una sola mossa. Avevano deciso di fermarsi: egli li obbligò a disperdersi. Questo racconto come e perchè i popoli della terra furono sparsi, ciascuno secondo la propria lingua e si sparsero sulla terra dopo il diluvio ( Genesi 10:32). Il nome di Babel si collega al nome ebraico che significa “confondere”. Dovettero separarsi e successivamente raccogliersi nelle zone dove ogni singola lingua veniva parlata.

Bibliografia: La sacra bibbia, note e commenti di John Mac Arthur.

 

cambiare la tua vita…

Non tanto tempo fa avevo scritto su facebook di avere la necessità di dare una sterzata alla mia vita; volovo cambiare. A volte cambiare potrebbe significare movimento, innovazione cioè dare un tono in più o meglio motivare di più la nostra esistenza. Lo fatto. Mi chiedo  se ho deciso Io questo cambiamento o se Dio che opera attraverso me? Questa fra tante potrebbe essere la più plausibile. Non sono sicuramente fatto per oziare o per vivere su di un lago di acqua stagnante; il mare e quindi  l’acqua mossa associata al vento che ti scombina i capelli mi fa sentire più a mio agio. La vacanza ultima mi ha fatto riflettere su tante cose, ed io non sono stato sordo, ho ascoltato dentro di me quel bisogno di annullare una stanchezza mentale, che solo in azione e facendo , costruendo nella tua vita va via. Certo puoi anche restare sordo, ma l’udito poi ti torna quando a fine corsa, quando a tarda età arriva il pentimento di cio che non si è fatto. Faccio un esempio di una persona che un giono al suo 85 esimo anno d’età mi disse: ho trascurato Dio perchè non lo conoscevo, ero troppo distratto in cose materiali e distratto da mondo che alla fine non mi appagavano come mi appaga Lui.Però mi accorgo che mi rimane poco tempo, chissa… Dedico, mi diceva, la parte più stanca della mia vita alla fede . Cerco forse un rifugio? Ti rendi conto che fai tesoro del parlare altrui e mentri ascolti rifletti e non favelli. Allora ascolta dentro te, perchè a tarda età in te ci deve essere energia, non rammarico, la pienezza della fede e non una tarda scoperta della fede. Chi sta seduto rimane fermo. Un abbraccio nella pace del Signore che attraverso la “Grazia” ci ha perdonato i peccati pagando per noi silla croce.

Gesù calma la tempesta Luca 8:22-25

Luca 8: 22 Un giorno egli salì su una barca con i suoi discepoli, e disse loro:”Passiamo all’altra rivadel lago.” E presero il largo.23 Mentre navigavano, egli si addormentò; e si abbattè sul lago un turbine di vento, tanto che la barca si riempiva d’acqua, ed essi erano in pericolo.24 Essi, avvicinatisi, lo svegliarono, dicendo:”Maestro, noi periamo!” Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti, che,si calmarono, e si fece bonaccia.25 Poi disse loro:” Dov’è la vostra fede ?” Ma essi impauriti e meravigliati, dicendo l’uno all’altro:” Chi è mai costui che comanda anche ai venti e all’acqua e gli ubbidiscono?

Riflessione:

Il mare di Gallilea è situato a più di 210 m di sotto il livello del mare, il monte Emon si eleva fino 2804 m. Da maggio a ottobre forti venti spirano attraverso le strette gole circostanti e giungono a questa valle , causando tempeste improvvise e violente. Gesù tanto stanco si addormenta con tale profondità di sonno che neanche le violente scosse della barca lo svegliavano. E così i discepoli impauriti lo svegliarono, in preda alla paura di morire affogati. E qui i discepoli sono testimoni di una delle meravigliose dimostrazione della sua deità . I discepoli ebbero paura, ma Gesù calmate le acque ed i venti chiede loro dov’è la fede. Gesù era lì con loro; come Dio è con noi ogni volta che la nostra vita è in subbuglio, in quel momento di difficoltà e ci lasciamo prendere dal panico, di non riuscire a risolvere quel momento difficile; anche in quel caso Dio è con noi perchè Dio non dorme e non sonnecchia.dobbiamo avere fede, dobbiamo pregare affinchè ci possa illuminare la strada che ci permetterà di superare la nostra difficoltà.Dio è grande e sempre dimostrato al suo popolo di essere lì vicino a lui. Lo dimostro con Mosè, l’uscita del popolo dall’Egitto e dalla schiavitù. Quindi alle difficoltà mettete la preghiera, la fede perchè è questo che Dio ci chiede. Amen

 

L’ultima cena; Gesù lava i piedi ai suoi discepoli

L’ultima cena; Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
In questi ultimi capitoli prima della crocefissione, Gesù si occupa dei suoi discepoli. Mentre nel capitolo 1-12 sono incentrati sul rifiuto di Gesù da parte della nazione giudaica ( 1:11 è venuto a casa sua e suoi non l’ hanno ricevuto; “sua” è un aggettivo che fa riferimento con ogni probabilità all’umanità in generale, mentre, “ i suoi” alla nazione ebraica. Il mondo appartiene alla Parola poiché fu creato per mezzo di lei, ma esso non l’ha riconosciuta a motivo della sua cecità spirituale. Giovanni utilizza il pronome “ i suoi “in un senso più ristretto facendo riferimento alla stipe umana di Gesù, i Giudei. Sebbene possedessero le Scritture che testimoniavano di Lui e della sua venuta, essi non lo accettarono. Gv 13:1 Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che per lui era venuta l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. (In altre parole li amò fino in fondo, di un amore perfetto. Nella sua compassione e secondo la” grazia comune” Dio ama il mondo e i peccatori; ma ama i suoi di un amore perfetto, salvifico ed eterno. (Gv 3:16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna.)13:2 Durante la cena quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,(questa frase non esonera Giuda dalle sue responsabilità , poiché il suo cuore malvagio desiderava esattamente ciò che anche il diavolo desiderava : la morte di Gesù. Il diavolo e Giuda agirono in sinergia). 3. Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto a Dio e a Dio se ne tornava,( Egli sopportò il tradimento, l’agonia, e la morte perché sapeva che sarebbe poi stato esaltato ed elevato alla presenza del Padre, dove avrebbe di nuovo gustato la gloria e la comunione che erano state sue da ogni eternità in seno alla Trinità. Fu questa la gioia che gli era posta dinanzi e che gli permise di sopportare la croce.( Eb12:2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio ); Gv13:4. si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. 5. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. ( Lavarsi i piedi era necessario in quella regione tanto polverosa e sporca. Se da un lato i discepoli sarebbero stati contenti di lavare i piedi di Gesù, non avrebbero però accettato di lavare i piedi l’uno dell’altro, poiché, nella società del tempo, questo servizio era riservato alla servitù più umile. Analogamente non si sarebbero lavati i piedi a vicenda, se non raramente e come segno di profondo amore. In Luca al capitolo 22:24 ( Fra di loro nacque anche una contesa chi di essi fosse considerato più grande). Quando Gesù incominciò a lavare i loro piedi, essi furono sconvolti, Il suo gesto voleva essere simbolo di purificazione e modello di umiltà cristiana. Gesù mostro in questo modo quale doveva essere il servizio cristiano, che avrebbe poi visto la sua espressione più sublime nella sua morte sulla croce. 6. Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse:” Tu Signore lavare i piedi a me”? 7. Gesù gli rispose:” Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo”.8. Pietro gli disse” Non mi laverai mai i piedi”! Gesù gli rispose :“Se non ti lavo non avrai parte alcuna con me”.9. E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma le mani e il capo. 10. Gesù gli disse:” chi è lavato tutto non ha bisogno che di aver lavato i piedi; è tutto quanto puro; e voi siete puri ma non tutti”. Mentre tutti gli’ altri restano in silenzio, ( Matteo 16:13-23 Pietro riconosce in Gesù il Cristo: 16:13 Poi Gesù, giunto nei d’intorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “ Chi dice la gente che il Figlio dell’uomo? 14. Essi rispero: ”Alcuni, il Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”.15. Ed egli disse loro:” E voi chi dite che io sia ?” 16.Simon Pietro rispose :”Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. 17.Gesù, replicando, gli disse :”Tu sei il beato, Simon, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. 18. E anch’io ti dico : tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. 19. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli”.20. Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era Gesù il Cristo. 21. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani , dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. 22. Pietro trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo:” Dio non voglia”, Signore! Questo non ti avverrà mai”.23. Ma, egli, voltatosi, disse Pietro:” vattene via da me, Satana! Tu mi sei da scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. Pietro, forse a nome loro espresse la propria indignazione difronte all’abbassamento di Gesù. Egli non riusciva a vedere al di là del gesto servile in sé la purificazione spirituale . La risosta di Gesù mostrò chiaramente quale fosse la ragione delle sue azioni : se l’Agnello di Dio non purifica l’uomo dal suo peccato, questi non può avere nessuna comunicazione con il Signore. La purificazione che Cristo compie nel momento della salvezza non ha bisogno di essere ripetuta: l’espiazione è completa. Ma tutti coloro sono stati purificati in virtù della misericordiosa giustificazione divina hanno bisogno di un costante lavacro nella vita di tutti giorni mentre combattono il peccato che dimora nella carne. I credenti sono giustificati ed è loro imputata la giustizia di Cristo (Fl 3:8-9 Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa è un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato tutto; io considerato queste cose come tanta spazzatura prima di guadagnare Cristo (Fl 3:9) e di essere trovati in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basato sulla fede) Gv 13:11 Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete puri”( fa riferimento a Giuda, che presto avrebbe guidato i capi religiosi alla cattura di Gesù 18:3) 12. Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro:” Capite quello che ho fatto”? 13. Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. 14.Se dunque io che sono il Signore e Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15. Infatti vi ho dato un esempio, affinchè anche voi facciate come vi ho fatto io. (Il fine di Gesù era fissare il modello dell’umiltà cristiana.) 16. In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, ne il messaggero è maggiore di colui che l’ha mandato. 17.Se sapete queste cose, siete beati se le fate.( la gioia è sempre legata all’ubbidienza alla Parola rilevata di Dio. Gv 15:Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi ho comandato.
Note ricavate dal commentario
di John Mac Arthur.